Christopher Le Brun - Phases of the Moon

Lisson gallery, Beijing, China

18 maggio - autunno 2024

 

L'artista britannico Christopher Le Brun torna in Cina per una mostra personale presso la galleria Lisson Beijing, presentando una nuova serie di dipinti che mettono in luce la musicalità intrinseca della sua pratica artistica, intrecciando un'armonia profonda tra natura e melodia. Queste opere su grande scala incarnano la sua tecnica classica che affonda tuttavia le radici nella spontaneità e nell'intuito: lasciando scorrere liberamente ogni gesto ed stendendo il colore direttamente dai tubetti, senza bozzetti o stesure preparatorie, Le Brun evoca spazi complessi plasmati dalla sua ricca immaginazione pittorica. Questa esposizione segue le sue precedenti tappe cinesi: la personale alla Lisson Shanghai nel 2019, quella al Red Brick Art Museum e la doppia personale insieme a Su Xinping presso il Museum of Contemporary Art & Urban Planning, entrambe nel 2021.

All'ingresso nello spazio espositivo, ad accogliere il visitatore c'è Lontano (2023), un imponente e denso trittico che condivide il titolo con una nota composizione orchestrale dell'autore d'avanguardia del Novecento György Ligeti. Proprio come l'opera musicale da cui prende il nome, la tela svela un ricco gioco di passaggi staccati e legati (i ritmi staccati e le sfumature fluide della musica) che crescono fino a fondersi in un insieme armonico. La quiete e il vuoto evocati dalle tonalità chiare e neutre si contrappongono a momenti di trama frenetica e intensa oscurità cromatica, infondendo un senso di narrazione insolito nel panorama dell'astratto.

Sul lato opposto della sala rispetto al trittico, si trova la più recente esplorazione dell'artista nella composizione multi-pannello. Phases of the Moon II (2023) richiama i suoi esordi figurativi ispirandosi alle rappresentazioni lunari che attraversano la storia dell'arte. Sequenze di luce solare e lunare si susseguono alternate in passaggi di calde e fredde tonalità. Come se affiorasse dai confini tra il sonno e la veglia, l'opera parla il linguaggio simbolico della memoria e dell'immaginazione.

In questo dialogo multi-sensoriale si inserisce anche l'affascinante dittico ad olio su tela January Just (2024). Analogo a Lontano, questo ampio dipinto panoramico ricorda una lunga composizione musicale, invitando l'osservatore a prendersi del tempo per decifrarlo. Attraverso la sovrapposizione di strutture e materia, la tela trasmette un senso di imminenza tipico della musica classica moderna: i dettagli cromatici che affiorano dalla superficie materica funzionano come indizi che guidano alla scoperta di come sia nato l'aspetto unico dell'opera.

La mostra propone infine due tele singole, Promenade (2023) e Tidings (2023). Utilizzando motivi analoghi come filo conduttore, i dipinti accompagnano il pubblico nel paesaggio metaforico creato da Le Brun. In Promenade, la tela diventa un vasto spazio di possibilità simile al mare, in cui ogni colore sembra riemergere o inabissarsi, in un gioco continuo tra vedere ed essere visto. Tidings, pur prendendo spunto dal legame profondo dell'artista con i paesaggi della contea del Somerset, non ne è una riproduzione letterale: attraverso velature e stratificazioni sottili, l'opera rievoca piuttosto le sfumature atmosferiche che danno vita ai campi inglesi.

L'esposizione "Phases of the Moon" offre un'esperienza visiva che va oltre i confini dell'espressione figurativa tradizionale. Grazie a una totale padronanza del tratto e del colore, le opere di Le Brun dischiudono un percorso profondo nell'astrazione e nella percezione sensoriale.

Maggio 18, 2024
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