7 ottobre - 11 novembre, 2022
Come afferma l'artista, «un quadro è un oggetto concreto che funziona come una metafora»: su questa intuizione si fonda ciascuna opera della mostra, che esplora il senso della rappresentazione muovendosi tra la propria dimensione materiale e ciò che evoca al di fuori di sé, in una continua tensione tra il piano letterale del colore e quello simbolico dell'allusione. Emblematico è il caso di Making Light 3, dove un'ampia e densa pennellata verde che solca la carta si trasforma simultaneamente in un'evocazione paesaggistica e in un'indagine formale su superficie e materia.
Richiamando Composer, la mostra personale tenutasi nel 2017 presso la galleria, Making Light rinnova l'esplorazione di Le Brun sui paralleli tra esperienza visiva e uditiva. Affascinato dall'intreccio tra vista e udito nella nostra vita quotidiana, l'artista spiega: «Per trasmettere ciò che intendo per spazio nella pittura, trovo utile partire da come il suono esiste nello spazio che ci circonda».
Quando ci concentriamo su un dipinto, riduciamo a tutti gli effetti la nostra percezione a una singola superficie piana. Lo sguardo tenderebbe naturalmente a riattivarsi e a ritornare nel suo elemento d'origine — l'apertura tridimensionale del mondo reale —, ma non può farlo se non attraverso la figurazione di uno spazio immaginario.
Le Brun prosegue: «A differenza di tutto il resto, il dipinto rimane immobile, come sottratto al flusso del tempo. Fermo e bidimensionale, subisce i mutamenti della luce naturale del giorno, ma ne rimane concettualmente separato. E mentre sembra generare autonomamente una propria luce dal gioco dei suoi colori, la sua immobilità innesca il movimento ininterrotto dei nostri pensieri».
Le opere della serie Making Light invitano la mente dell'osservatore a vagare e a intrecciare nuove associazioni all'interno della risonante quiete della tela. A questo proposito, Le Brun scrive: «Mentre guardiamo un dipinto e ci riflettiamo sopra, raccogliamo pensieri e ricordi evocati da una dimensione immaginaria, vicina e lontana». Se è il pittore a creare la luce (making light), è invece la nostra risposta emotiva a spalancare la vista su nuove prospettive.