Robert Feintuch - Then and Now

"Negli ultimi trent'anni, la ricerca artistica di Robert Feintuch si è concentrata sulla figura maschile, utilizzando il proprio corpo come strumento d'indagine per esplorare le contraddizioni della mascolinità, le illusioni del potere e la vulnerabilità dell'essere umano, a partire dalla propria esperienza personale. Nella sua pratica, il dialogo con la storia della pittura costituisce una presenza costante e un imprescindibile riferimento" — A. J. Godetzky

La Galleria Thomas Brambilla è lieta di presentare la seconda mostra personale dell'artista americano Robert Feintuch (1953). La mostra, intitolata "Then and Now", presenta una selezione di opere realizzate tra il 2003 e il 2020, tra cui due dipinti di nuvole del primo periodo.

 

Feintuch è noto per la capacità di fondere riferimenti religiosi e mitologici in uno stile che sa essere, allo stesso tempo, intimo, autentico e tragicomico. Al centro della sua ricerca vi è la scelta costante di usare il proprio corpo come modello: affascinato dal potenziale espressivo della gestualità e della postura, l'artista si ritrae spesso di spalle, reinterpretando le pose più disparate. Il suo repertorio spazia da un approccio naturalistico alle suggestioni dei cartoni animati dell'infanzia, fino a espliciti richiami a figure iconiche come Bacco, Ercole o il tema dell'Assunzione. Da molti anni, infatti, Feintuch attinge all'immaginario mitologico e religioso della pittura e della scultura classiche, riconoscendo in questi soggetti un profondo e stratificato valore storico.

 

La mostra "Then and Now" propone una selezione di opere realizzate tra il 2003 e il 2020 che si apre con due dipinti storici rappresentanti nuvole in cielo. Feintuch ha iniziato a dedicarsi a questo soggetto nel 1996, durante una residenza alla Fondazione Rockefeller di Bellagio, interrompendo un lungo periodo in cui aveva lavorato esclusivamente in bianco e nero. Costretto all'immobilità dopo un grave incidente d'auto, l'artista cominciò a eseguire piccoli studi cromatici su carta: seduto davanti alla finestra, ritraeva dal vivo il cielo sopra il Lago di Como. Da quell'esperienza, le nuvole sono diventate una costante della sua ricerca, trasformandosi in potenti metafore dei cicli naturali, della sfera celeste e dell'autorità divina, ma anche dell'evanescenza delle cose e della mortalità umana.

 

L'esposizione include diverse opere dedicate ai fire buckets (secchi antincendio), un motivo iconografico introdotto nel 1995 per evocare uno stato di emergenza intimo e politico. Quando è tornato a lavorare su questo tema nel 2017, Feintuch ha avvertito quell'urgenza collettiva in modo ancora più pressante e drammaticamente attuale. Nel dipinto Fire with Fire, l'artista si raffigura in una postura vulnerabile e quasi grottesca mentre stringe uno di questi secchi, da cui si leva un filo di fumo. La figura appare rannicchiata di fronte a Pontiff, una sua opera precedente che ritrae una mano con l'indice sollevato in un gesto di comando - un braccio dal significato ambiguo, che potrebbe appartenere allo stesso autore. Il secchio, inoltre, è ruotato in modo da mostrare solo le lettere finali della parola originale, componendo il termine "IRE" ovvero ira o rabbia. Il titolo gioca sull'espressione inglese "fighting fire with fire" (rispondere al fuoco con il fuoco), che suggerisce l'idea di contrattaccare un avversario usando le sue stesse identiche armi.

Le riflessioni sulla mortalità e l'uso dei giochi di parole ritornano anche nei dipinti Kicking e Assumption. Il primo ironizza sull'espressione idiomatica inglese "to kick the bucket" (letteralmente "calciare il secchio") che è il corrispettivo italiano di "tirare le cuoia": sulla tela, un piede nudo colpisce uno dei suoi tipici secchi antincendio, ormai vuoto, su cui campeggia ancora una volta la scritta "IRE", legando il sentimento della rabbia al tema della fine. In Assumption, un'opera dall'atmosfera luminosa e rarefatta, Feintuch sposta invece lo sguardo sui propri piedi in uno scorcio dal basso, colti nel momento sospeso di un'ascensione verso il cielo.

In perenne dialogo con le lezioni di Philip Guston e Samuel Beckett, così come con la grande tradizione pittorica italiana e i cartoni animati televisivi, la ricerca di Feintuch accosta tradizione colta e immaginario popolare, ironia e terrore, gioco e gravità. Ne scaturisce una satira profondamente umana e affilata, capace di rivelarci a noi stessi attraverso un sorriso arguto, doloroso ed empatico.

Nel corso del tempo, la critica ha ampiamente celebrato la pittura di Feintuch, caratterizzata da cromatismi delicati e superfici vibranti che evocano la trasparenza dell'affresco. Come ha osservato Mario Codagnato in merito alle opere della Collezione Sonnabend esposte a Mantova, queste tele possiedono la rara capacità di far coesistere forza e fragilità, registro tragico e slancio comico.

Anche la poetessa Susan Lewis sulla rivista Posit ha scritto che è impossibile distogliere lo sguardo dai lavori di Feintuch proprio come accadrebbe davanti a un miracolo o a un'impudente sfrontatezza.